DE CHIRICO MAX ERNST MAGRITTE BALTHUS
Firenze, 26 febbraio - 18 luglio
Una grande mostra a Palazzo Strozzi racconta la straordinaria avventura artistica di Giorgio de Chirico e la duplice influenza che la sua pittura ebbe nell’arte moderna e su pittori come Carrà, Morandi, o Max Ernst, Magritte e Balthus.
Attraverso 100 opere, provenienti da esclusive raccolte private e da alcuni dei più importanti musei del mondo, la rassegna mette in evidenza “la rivoluzione copernicana” operata da De Chirico nell’arte del XX secolo, che aprì la strada a tutti quei movimenti che costituiscono la parte più interessante e vitale dell’esperienza artistica europea tra le due guerre, dal Dada al Surrealismo, dal Realismo Magico al Neo-Romanticismo dando un taglio netto alle prospettive di ricerca ormai esaurite del cubismo e delle avanguardie formali.
La sede di Firenze è particolarmente significativa perché è qui che il ventunnenne De Chirico, in viaggio nell’ottobre del 1909, avverte per la prima volta l’intuizione che lo porterà a creare le prime opere metafisiche.
La mostra riunisce infatti alcune tra le più celebri opere di De Chirico a partire dal 1911, dipinti di Carrà e Morandi, capolavori di René Magritte, Max Ernst e Balthus. In dialogo con questi quadri vengono presentate opere estremamente significative di artisti come Niklaus Stoecklin,
Arturo Nathan, Pierre Roy e Alberto Savinio, che si mossero sulla strada aperta da De Chirico.
Un percorso di immagini in territori sconosciuti, “uno sguardo nell’invisibile” che ci permette di esplorare meglio l’arte di De Chirico e del Novecento.